Facciamo un esempio di come lavoriamo partendo dallo spunto del nostro gioco Mercanti.

  1. Analisi del modello di riferimento
  2. Per progettare un gioco partiamo dal modello di riferimento che ci viene proposto. Nel caso di Mercanti abbiamo usato il modello di Yona Shamir “Alternative Dispute Resolution Approaches and their Application” che si trova nella pubblicazione UNESCO dei quaderni PCCP n°7

    [SC-2003/WS/43]. La pubblicazione descrive il modello ADR di risoluzione dei conflitti. Un modello di mediazione dei conflitti molto complesso che si compone di una parte specifica relativa alla negoziazione: la negoziazione basata sugli interessi.
    Abbiamo esplorato questo modello individuando le variabili che lo compongono e le relazioni reciproche.

  3. Generazione delle metafore coerenti
  4. Il modello è quindi diventato una struttura di variabili legate fra loro da specifiche relazioni. A questo punto valutiamo quali possano essere le metafore che rendano sia la coerenza della rete di relazioni fra le sue componenti, sia il senso della sua struttura più profonda. La generazione di metafore è il passaggio creativo che determina l’ambientazione del gioco formativo e permette ai giocatori il miglior livello d’immersione nel percorso proposto. Nel caso di Mercanti abbiamo pensato alla metafora che ne dà il nome ambientando idealmente il gioco nel 1300.

  5. Progettazione del modello in Linguaggio Strutturale dei Giochi (LSG)
  6. Ogni singola variabile ed ogni relazione prevista dal modello viene analizzata per valutare se si tratta di un obiettivo, un oggetto o un’azione. In questo modo generiamo il cuore del motore di gioco. In questa fase ci troviamo frequentemente a lavorare contemporaneamente sul modello reale e sul modello in metafora, così le metafore si cesellano sulle variabili reali del modello. È fondamentale la coerenza delle metafore di gioco sul modello reale perché è su questa struttura che è possibile effettuare un debriefing realmente efficace al termine dell’applicazione del gioco formativo.

  7. Creazione di un sistema di gioco formativo coinvolgente e dedicato

Dopo i passaggi precedenti creiamo il gioco formativo vero e proprio, fino al suo confezionamento. Scegliamo colori e materiali che abbiano coerenza con le metafore proposte, che siano piacevoli al tatto e che evochino concetti specifici del modello reale di partenza. Anche in questa fase sono fondamentali sia la nostra esperienza di giocatori, sia la nostra creatività. Questi elementi sono ciò che rende fruibile il gioco in termini di giocabilità, divertimento, fluidità e coinvolgimento.
Nel caso di Mercanti abbiamo scelto un gioco basato sulle carte con grafica dedicata ed elementi di gioco in legno.

Amiamo confrontarci con i nostri clienti mettendo a disposizione la nostra passione e la nostra esperienza. Per questo consideriamo la costruzione personalizzata di ogni gioco formativo un appassionante, liberatorio percorso da completare insieme.